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narco guerrero gzs2908: vendo droga instituto victoria
grifomax1969: incredibile!!ciao fabio, ci conosciamo,io lavoravo come adetto alle pulizie al wtc alè genoa ciao fabio complimenti x il blog

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21/1/2008

23:04:20

LA SPORTIVITA' SI INSEGNA

  • Mood:
 
E' una titolazione ed una introduzione veramente polemica ed arrabbiata quella che apre questo commento.
Devo dire di aver riflettuto molto prima di scrivere, ed anche se questo post appare sul nostro forum, che per quanto
conosciuto e ben visitato anche da altre società, è oviamente limitato nei contatti a quelli delle realtà locali del calcio
giovanile, non posso fare a meno di prendere tastiera e tirare giù quello che mi passa per la mente, ora, il giorno dopo, a
mente più fredda, ma a cuore ancora caldo.
Per chi ha letto la cronaca ed il commento di cui rimando al post
http://www.nuovaoregina.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=591
sarà stata abbastanza ambigua l'annotazione finale riguardo a qualche polemica nata nel finale di partita, tra le tifoserie e
tra i ragazzi.
Vorrei qui spiegare meglio l'accaduto, premettendo di aver inviato l'articolo come lo potete leggere qui sul forum, ai
giornalini specializzati, Minigoal ed Il Calcio Dei Giovani, ben sapendo che difficilmente verrà riportato integralmente.
La partita è stata meritatamente vinta dal Sant'Olcese, e su questo nulla è da dire, salvo la lieve scusante per i nostri, di
essersi nuovamente trovati di fronte ad una squadra completamente o quasi (1 solo 96) composta da giocatori di un anno più
grandi, ma questo sta nella regola del torneo purtroppo.
A pochi minuti dal termine della partita, io stesso ho sentito chiaramente alcuni giocatori locali, in quel momento in
panchina, o meglio ai bordi del terreno di gioco, mettersi d'accordo sul comportamento da tenere al fischio finale, ovvero,
andare a sbattere le proprie maglie sulle bandiere della Nuova Oregina che erano esposte dai genitori posti sulle gradinate.
In effetti, al termine, quasi tutto il gruppo dei giocatori del Sant' Olcese, si è diretto verso il pubblico di parte
oregina,che era ben discosto dal pubblico locale, quindi non con l'intenzione di festeggiare sotto i propri genitori, ma con
lo scopo di sbeffeggiare gli ospiti.
I giocatori (ripeto, quasi tutti ma non tutti), si sono tolti le maglie, sventolandole e sbattendole contro le bandiere
biancoblu, quindi non contenti, prendendo a calci ostentatamente le stesse bandiere.
Al che, il gruppo dei nostri tifosi, si è limitato ad applaudirli polemicamente, gridando loro "bravi bravi", ma suscitando
la reazione della tifoseria di casa, che ha iniziato ad alzare i toni, difendendo i propri pargoli a spada quasi tratta (da
notare che per ben due volte, prima da parte di un uomo, e poi da parte di una donna, erano arrivati in campo, ben udibili
dalla parte opposta, dove erano situate le panchine, insulti pesanti nei confronti di uno dei nostri giocatori, che veniva
invitato a pensare a dimagrire).
Nel frattempo, dalla panchina locale, allenatore e dirigente esprimevano un velato dissenso, ma si limitavano a richiami tipo
"ou cosa fate?" senza peraltro richiamare perentoriamente all'ordine i propri giocatori.
Ovviamente mentre i toni in tribuna si scladavano, anche troppo, le squadre si avviavano verso gli spogliatoi, e qui le
scintille c'erano veramente, tanto è vero che precipitatomi anche io verso l'edificio, ho faticato abbastanza a trattenere i
nostri dal fare irruzione negli spogliatoi di casa, mentre le minacce e gli insulti non venivano sussurrati, da una parte e
dall'altra.
ovviamente, abbiamo cercato al chiuso dello spogliatoio di ricondurre alla ragionevolezza i ragazzi, incitandoli a lasciare
agli altri i comportamenti che meglio credono, e pensare a non scendere allo stesso livello.
Devo dire che ieri, all'interno delo spogliatoio, l'aria era veramente pasante, e mai mi era ancvora capitato, di sentir
parlare i nostri ragazzi in toni così arrabbiati e vendicativi.
ora, è giusto rimarcare loro di evitare ogni e qualsiasi stupidata, che non è nei canoni di quanto ci sforziamo di insegnare
loro, ma è anche opportuno fare alcune riflessioni.
intanto c'è da dire che una mamma ha condotto il proprio figlio a chiedere scusa dell'accaduto, e che lo stesso allenatore
del Sant'Olcese è venuto personalmente a scusarsi con me, come mi è stata riportata testimonianza anche di uno dei
"colpevoli" sonoramente buscato dal padre all'interno dell'auto, gesto questo altrettanto inutile e tardivamente stupido.
C'è da dire anche però, che un gesto come quello avvenuto, è di per se stesso gravissimo, per essere oltre che antisportivo,
anche offensivo, volgarmente offensivo, inutile e disprezzabile.
A livelli diversi, un gesto del genere avrebbe conseguenze molto gravi, ed in presenza di vere tifoserie, potrebbe dar spunto
a fatti anche violenti.
Anche a livello di giocatori, un arbitro ufficiale che rilevi un fatto del genere non potrebbe far altro che menzionarlo nel
rapporto, con conseguenze anche pesanti per la società e per i giocatori.
cerchiamo allora di aprire gli occhi sulla realtà che viene insegnata a questi ragazzi: troppo calcio in tv, troppa violenza
gratuita, troppa maleducazione.
Che senso ha portare ogni domenica su un campo di gioco dei ragazzini di dodici anni, e durante la settimana seguirli nei
loro sforzi, negli allenamenti, nei progressi e negli errori, se non si pone in primo piano l'educazione alla correttezza,
alla sportività?
Che l'ipocrisia dei grandi, con il "terzo tempo" imposto in serie A, mai veramente sentito, scioccamente e solo
spettacolarmente esibito come senso sportivo, sia tale da ignorare ad ogni livello esigenze e realtà del calcio giovanile è
cosa nota: la federazione non fa sicuramente nulla, al di fuori di parole e paroloni, per garantire la giusta visibilità, la
giusta caratura al calcio dei più giovani, niente, nulla, essi sono semplicemente strumento per muovere le masse di ciò che
ruota intorno al mondo pallonaro, ma su di loro si inventano solo soluzioni ed esperimenti inutili ed umilianti, se non
spesso assurdi, come il famoso "sei bravo a ...scuola di calcio" da noi fatto forzatamente lo scorso anno.
Nemmeno si danno gli strumenti per colpire ed impedire radicalmente giochetti, furberie, antisportività e vergognosi episodi,
perchè non si è in grado di garantire direttori di gara ufficiali, ma nemmeno si vuole dare modo a chi si presta a farne le
veci, di manifestare l'autorità che sarebbe necessaria, e pertanto non si può comminare sanzioni disciplinari (che per quanto
sbandierate come "previste" dalle regolette prestampate della Federazione, hai voglia di vederle attuate, perchè chi si
permette di ammonire od espellere un ragazzino anche quando ciò sarebbe utile ed educativo al crescere agonistico), si dà
adito a derisione se ci si permette di riprendere un allenatore od un dirigente intemperante (in una occasione ci fu un tale
che al mio avviso di "questa è l'ultima che le permetto..." mi rivolse un sogghignante e sprezzante "perchè è l'ultima che
cosa? sennò che cosa fai?".
Perchè i referti di gara che siamo obbligati a compilare da bravi impiegati, li firmiamo e stop, ciò che conta è quello
stupido triplice risultato suddiviso sui tre tempi di gioco e anche questo che significherà mai, ma ci guardiamo bene in
quanto perfettamente inutile, di rimarcare ciò che normalmente ci fa incavolare, dal comportamento scorretto e parziale del
dirigente arbitro stesso, al comportamento vergognoso di alcuni allenatori, alla insulsaggine di taluni spettatori-genitori.
Già, perchè "sta male" avere il coraggio di dire le cose come stanno, ossia che la maggior parte di chi si deputa a dirigere
una gara che sia di piccoli amici, pulcini od esordienti, è assolutamente incapace di farlo, o peggio assolutamente propenso
a favorire smaccatamente i suoi, in barba ed alla faccia di ogni regola, oppure che non c'è una partita che venga svolta
secondo le medesime moalità di tempo e di metodo.
Oppure che non ci sono le condizioni per giocare dignitosamente in campi tracciati coi birilli, senza area di rigore, senza
linee laterali, senza dimensioni equiparabili ad un altro campo analogo, con porte mai della stessa dimensione, mobili,
tenute su spesso con sacchetti di sabbia e corde per evitare incidenti pericolosissimi, con fuorigiuoco applicato o non
applicato, a 10, 13, 15, 20 metri che chi ci capisce è bravo.
oppure ancora che la tua partita inizia in ritardo di tre quarti d'ora perchè prima ci sono "i grandi" che giocano, e non ti
fanno entrare nemmeno negli spogliatoi con tre gradi sopra lo zero, perchè sai c'è l'arbitro, ci sono gli scappati di casa di
turno, quelli importanti, già perchè i ragazzini sono letame e chi se ne frega di loro.
Oppure, oppure, oppure cento altre cose, ebbene no, non le scrivi perchè "sta male" far pensare che il calcio dei "bambini"
sia qualcosa di più serio per i protagonisti di quattro calci in piazzetta, tutto sorrisi e dolcezze.
mi fa ridere leggere su un giornalino che viene chiamato fair play quello dell'allenatore che dice no dai, la rimessa
laterale è la loro, e ci fanno pure un bell'articolo con tanto di foto.
Ma stiamo scherzando? Ma vogliamo prenderci sempre per i fondelli?
Che me ne frega di una rimessa laterale se poi un ragazzino di undici anni mi canta sotto il naso "arbitro connuto" e io devo
aver anche paura di rimproverarlo o di sbatterlo fuori?
Mica perchè mi-ci deve fregare della canzoncina, ma insieme a lui sbatterei fuori quel demente del suo allenatore, che non è
in grado di prenderlo per un orecchio e tenerlo in panca per due mesi, ma invece ti dice che vuoi fare sono ragazzi.
Allora, mi devo meravigliare dei calci alla bandiera?
Allora mi devo stupire del disprezzo per l'avversario, del'assenza di sportività anche di fronte non dico ad uno sconfitto,
ma di fronte a dei ragazzi come te?
Mi devo meravigliare che su una gradinata di paese quaranta adulti si prendano a insulti con in mezzo dieci metri di scalini
vuoti, senza decenza ma senza nemmeno il coraggio di mettersi le mani addosso?
Mi devo strabiliare davanti a ventidue ragazzini che arrivano vicini ad una rissa da strada: undici imbecilli che sfregiano
dei colori e undici abbelinati che pensano valga la pena di suonarsele di santa ragione per questo?
La vergogna è mia, mia come dovrebbe essere di tutti gli adulti che non sanno fare a sufficienza perchè questo non avvenga,
perchè cambi il mondo del calcio giovanile, perchè cambino radicalmente atteggiamenti ed abitudini, perchè cambi la
considerazione di chi è preposto ad organizzare tornei e campionati, oggi, oppure che se ne vada a casa per non più tornare a
romperci gli zebedei con tutte le immaginifiche fesserie del fair play inventato e dei cartellini verdi mai mostrati, per far
posto soltanto allo sport vero, ed alla vera sportività.
La sportività si può anche insegnare, il rispetto si DEVE insegnare.
Altrimenti questo è solo un mondo di calci, non di calcio, alla faccia degli ultras.

1 commenti.

Posted by Pereira:

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06/5/2008 @ 20:31:32

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