Dal Vecchio Balordo ai pensieri in libertà di Fabio313 
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Corsi e ricorsi storici.
Vorrei intervenire a ragion veduta, sul caso del 40 a 0 dei bambini, di cui all'articolo su Repubblica del giorno 9 c. m. .
Lo scorso anno, durante la passata stagione sportiva, dovutamente alla confusione creata dalla rigida applicazione del comunicato n°1 della FIGC riguardo l'attività di base e giovanile (per chi non lo sa, il Comunicato n°1 è quello che impartisce le normative per l'organizzazione di ogni attività sportiva del calcio dei più piccoli) , io indirettamente, in qualità di dirigente della mia società sportiva, la piccola Nuova Oregina, mi sono trovato a dover commentare un risultato analogo, seppure più contenuto, a carico di una delle nostre formazioni, da parte di una formazione pulcini del Genoa (comunque ininfluente e fuori dal contesto, chi fossero i partecipanti coinvolti, tantopiù che in seguito venne appurato che le squadre di derivazione professionistica, l'anno scorso, chiesero e non ottennero di giocare sottoleva come al solito).
Quella che segue, è la lettera da me inviata da parte della società che rappresento, a federazione, stampa e società.
Questo perchè contiene alcune considerazioni, che credo attinenti al caso, e servano a chiarire un pochino i diversi punti di vista.
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Federazione Italiana Giuoco Calcio
Comitato Provinciale di Genova
Minigoa
Corriere Mercantile “Il Calcio dei giovani”
Assessorato allo Sport comune di Genova, avv.
e.p.c. Società sportive loro sedi
Oggetto: Educazione allo sport
intende esprimere alcune considerazioni in merito all’incontro di categoria pulcini 97/98 girone “A”, Genoa – Nuova oregina, giocato lo scorso 10 dicembre sul campo di Begato 9.
L’incontro, terminato con il punteggio di 28–2 in favore della squadra rossoblù, ha rappresentato a nostro avviso la sintesi della confusione, della disorganizzazione e dell’ipocrisia voluta e cercata in questa stagione sportiva con le nuove normative per l’esercizio dell’attività di base.
Non ci spieghiamo con quali criteri si scelga di iscrivere ai gironi formazioni notoriamente frutto di accurate selezioni qualitative, che le pongono ben al di sopra del livello medio delle altre compagini, siano esse appartenenti a più blasonate società, o provenienti da piccole realtà, volte essenzialmente alla socializzazione ed all’attività ludica dei più piccoli.
Risultati come quello maturato sul campo di Begato, non hanno nulla a vedere con i manifesti di diritto al giuoco dei bambini, sbandierati dalla Federazione, essendo per sé stessi assurdi, diseducativi, umilianti per lo sconfitto ed inutili all’apprendimento del calcio per l’una e per l’altra squadra.
Così, mentre la FIGC insiste nel dichiarare la totale assenza di risultati ufficiali e classifiche per l’attività di base, queste nella realtà esistono, eccome, e proprio dai piccoli calciatori sono lette e guardate con attenzione, con entusiasmo o rassegnazione, ed è ipocrisia pura, far finta di nulla di fronte a risultati eccessivi ed incomprensibili.
Facciamo rilevare che analoghi risultati, seppure appena più contenuti nei numeri, si sono visti e si vedranno nel corso dei campionati, anche a carico di altre formazioni, in tutte le categorie dell’attività di base (esempio il 17–0 da parte dello stesso Genoa ai danni del Merlino 8 Marzo, alla prima giornata).
Sarebbe troppo difficile organizzare gironi riservati alle società di provenienza “professionistica”?
Il caos totale rappresentato dall’incertezza delle norme di attuazione dell’attività di base, ben noto a tutti, è stato chiaramente manifestato durante la riunione dedicata lo scorso 30 novembre ai dirigenti-arbitro, quando di fronte alle pressanti richieste della platea, i rappresentanti della Federazione, non potevano che concludere troppo spesso i loro interventi con un inquietante delega discrezionale al buon senso dei malcapitati dirigenti-educatori-allenatori-genitori-arbitri.
Proprio relativamente all’incontro in oggetto, si è verificata la richiesta da parte del dirigente del Genoa, di far giocare non 5 contro 5, bensì 6 contro 6 i bambini, a fronte di una fantomatica (e mai pervenuta) comunicazione della Federazione, che anzi, nel comunicato n° 23 del 7/12/2006, diffidava dall’impiego di giocatori sopranumero rispetto a quanto stabilito dalla formazione delle categorie.
In questo caso, il nostro rappresentante, ha scelto di aderire alle richieste, presupponendo la buona fede dell’informazione appena ricevuta.
Se consideriamo poi incontri giocati con manici di scopa al posto dei pali di porta, come riportato da settimanali specializzati, capiamo la sconcertante dichiarazione fatta dalla Federazione sempre nella riunione del 30/11/2006, quando ci venne detto che avremmo potuto trovarci a giocare con le leve più piccole a 5 contro 5, su campi preparati per il 7 contro
Come era prevedibile, si sono fatti a Roma “i conti senza l’oste”, ed ora ne pagano le conseguenze tute le società sportive, indistintamente.
Si è scelto inoltre di non legare l’iscrizione ad un girone con una lista di tesserati, il che, unitamente all’innovazione della “giornata solare” nella proibizione a disputare più gare consecutive da parte dei piccoli calciatori, non fa altro che privilegiare grandi società con molte squadre iscritte a più gironi, sempre a discapito di piccole realtà.
Possiamo quindi pensare che alla FIGC interessasse soltanto l’iscrizione ai propri campionati del maggior numero possibile di squadre, e poco importassero le reali ed oggettive difficoltà organizzative di tutti?
Infine, per quanto riguarda le considerazione relative all’incontro da noi disputato, valutandone la più completa inutilità educativa e sportiva, considerando il nostro ruolo di società da sempre attenta alla sensibilità, all’educazione al rispetto dell’avversario e di tutti, dei propri atleti e dei più piccoli in particolare, manifestiamo, come già informalmente comunicato al Comitato Provinciale, la volontà di non scendere in campo nella gara di ritorno, consciamente responsabili della nostra scelta, e pronti ad assumere a nostro carico ogni eventuale sanzione.